IL RESTAURO DELLA CHIESA DI SAN GIROLAMO

 

I recenti lavori di restauro hanno riportato alla luce quello che verosimilmente doveva essere l’aspetto della chiesa verso la fine del Cinquecento. In effetti, oltre ad essere nuovamente visibili gli affreschi dipinti da Marco Tiussi da Spilimbergo (seppur non completi), sono stati recuperati gli intonaci storici delle pareti dell’aula che furono realizzati prima dei dipinti cinquecenteschi. Parrebbe anzi che le pareti fossero state preparate per essere completamente affrescate e che poi, per qualche motivo, i lavori non poterono essere più completati.

Dal punto di vista architettonico la chiesa presenta: aula rettangolare con vele distinte da costoloni, sacrestia aggiunta, facciata liscia con un occhio al centro ed un gigantesco san Cristoforo dipinto a destra della porta, porta seriormente ampliata, rettangolare, incorniciata in pietra, altra porta, laterale, rettangolare seriore sul fianco destro dell’aula ed una rettangolare sul coro a destra, arco trionfale irregolare a sesto acuto (con i due semiarchi scemi), motivo di archetti in mattoni sotto la gronda dell’aula e del coro, copertura in coppi. È certo che l’attuale assetto architettonico sia il risultato della ricostruzione della chiesa dopo gravi danneggiamenti occorsi nella prima metà del XVI secolo: non è possibile sapere se per eventi sismici o fatti legati alle rotte del Tagliamento; sicuramente furono riutilizzati materiali di crollo il cui riuso ci è testimoniato da varie pietre con frammenti di precedenti affreschi casualmente ricollocati nelle murature absidali e della navata.

L’analisi a vista della muratura dell’abside, messa a nudo dopo la rimozione degli intonaci cementizi novecenteschi, ha evidenziato una tessitura discontinua e mista soprattutto nella metà rivolta e nord-est, quasi a testimoniare i maggiori dissesti subiti, mentre la ritrovata nicchia liturgica di fattezza quattrocentesche (nella metà orientata a nord-ovest), testimonierebbe la permanenza della muratura originaria.

Oltre all’abside anche il lato destro presenta crolli, visibili nella porta e nelle due finestre ricostruite più piccole, probabilmente con funzione difensiva. Delle finestre cinquecentesche rimane aperta solamente quella absidale; delle altre due presenti nella navata, la prima risulta inglobata dall’apertura della porta laterale realizzata (come confermato da varie testimonianze verbali) nei primi decenni del Novecento, mentre la seconda venne trasformata in nicchia probabilmente nel corso degli stessi lavori.

L’attuale e conclusivo intervento ha voluto riordinare i vari elementi riemersi. La parziale ricostruzione pittorica del fascione decorativo dell’aula (metà sinistra della controfacciata e della parete nord-ovest), permette ad esempio la differenziazione dall’originale, così come le sue interruzioni rimarcano alcune alterazioni ai piani murari originali. Nella parete sud sono emersi quattro livelli di consacrazione deducibili dalla presenza di quattro croci.

Il livello degli affreschi attualmente recuperati è certamente cinquecentesco come si evince dall'iscrizione dedicatoria della parete a nord in cui è raffigurata la confraternita di san Gottardo e san Giuseppe che si rivolge idealmente verso la Vergine con Bambino tra i santi Rocco e Sebastiano.

Gli affreschi sono firmati da Marco Tiussi da Spilimbergo (n. 1500- m. 1575), pittore operante sulla scia del Pordenone, che è documentato dal 1527 al 1575. opere da lui realizzate sono presenti anche a Belgrado di Varmo, Codroipo, Pieve di Rosa, Morsano al Tagliamento, Saletto, Spilimbergo, Variano, Tauriano, Gradisca e San Lorenzo di Sedegliano.

Nella zona absidale (lato sinistro) sono riapparse alcune figure, inserite in nicchie e racchiuse da una semplice architettura, sormontata da piccoli angeli. Nella parte destra, invece, è riemerso un frammento forse antecedente o di altra mano dove si nota una cortina sorretta da angeli. Gradevoli sono riapparsi i capitelli dell’arco, ricavati da blocchi di pietra d’Istria.

Interessante la presenza di un catafalco funebre di fine Ottocento, testimone dell’uso della chiesetta durante le cerimonie funebri.

Con il restauro si è quindi cercato di recuperare quella coerente unità formale d’insieme che nei secoli si era persa, rendendo comunque identificabili le modificazioni subite nel tempo.

L’intervento, finanziato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e dell’Amministrazione Comunale, è stato diretto dalla Soprintendenza di Udine.

 

Si ringrazia Stefano Mursia per le informazioni sugli esiti dei suoi lavori di restauro eseguiti nella chiesa di san Girolamo.